I coloranti cancerogeni sono ancora impiegati da molti produttori per il loro basso costo nonostante le leggi europee li vietino.
Questi coloranti possono essere causa di danni alla salute che includono effetti cancerogeni, nonché reazioni allergiche in caso di contatto con la pelle.
I coloranti allergenici sono sostanze che possono avere effetti sensibilizzanti.
La loro presenza nei prodotti destinati al contatto con la pelle deve essere evitata al fine di salvaguardare i bambini dall'insorgere di problemi di natura allergica quali, ad esempio, dermatiti, pruriti, arrossamenti.

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    I coloranti sono uno dei gruppi di sostanze più importati utilizzati dall'industria dell'abbigliamento.
    Le molecole di alcuni coloranti possono, grazie alle loro caratteristiche, essere assorbite dalla pelle.
    In questo caso, la presenza di coloranti cancerogeni e allergenici può portare all'insorgere di effetti dannosi per la salute del consumatore.
    Poiché i coloranti sono applicati sui capi di abbigliamento destinati ad un contatto prolungato con la pelle, si è deciso di connettere il rilascio del marchio eco safe ad una verifica analitica di alcuni coloranti allergenici e cancerogeni, al fine di limitare l'esposizione dei consumatori a queste sostanze e, di conseguenza, ai rischi connessi alle loro proprietà.
    Il metodo di prova utilizzato per la valutazione dei coloranti si basa sull'estrazione dei coloranti (dal tessuto o dalla pelle/cuoio) con solvente.
    In questo modo l'analisi ha lo scopo di estrarre dal campione analizzato tutti i coloranti presenti.
    Una volta ottenuto l'estratto, il laboratorio procede nel determinare la presenza dei coloranti in questione mediante analisicromatografica.
    L'analisi ha l'obiettivo di identificare la presenza di alcuni coloranti, al fine di determinare la loro presenza al di sotto dei livelli consentiti per l'utilizzo del marchio eco safe.

Gli ftalati sono sostanze chimiche organiche prodotte dal petrolio e sono tra i plastificanti più comuni al mondo.
Il loro scopo è quello di ammorbidire le plastiche, generalmente nell'abbigliamento vengono usati per la realizzazione di stampe delle magliette o di altri elementi in plastica morbida.
Molti ftalati sono classificati come tossici per la riproduzione e in alcuni casi sono sospettati di essere responsabili di effetti nocivi per la salute, come ad esempio allergie e danni al fegato e ai reni.

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    Gli ftalati sono un gruppo di sostanze utilizzate, nell'industria tessile, prevalentemente per la produzione di articoli in plastica morbida e di stampe e coatings.
    Alcuni ftalati sono da tempo oggetto di una legge della Comunità Europea che ne limita la presenza all'interno dei giocattoli e degli articoli di puericultura.
    La motivazione che ha portato la Comunità Europea ad introdurre questa limitazione è legata alla tossicità associata ad alcuni ftalati e al fatto che i bambini, soprattutto quelli più piccoli, hanno l'abitudine di portare alla bocca gli oggetti con i quali vengono in contatto.
    Questo comportamento li rende particolarmente esposti alla possibilità di introdurre nell'organismo queste sostanze, se presenti nei prodotti a loro destinati.
    Poiché i bambini piccoli hanno questa abitudine con tutti gli oggetti che li circondano, e poiché anche i bambini più grandi possono essere esposti a queste sostanze tramite il contatto con la pelle e con la bocca, anche i capi di abbigliamento possono essere una fonte di esposizione a queste sostanze.
    Pertanto, per l'ottenimento del marchio eco safe, in tutti i capi di abbigliamento destinati ai bambini viene valutata la presenza di alcuni ftalati nei materiali che, più probabilmente, li possono contenere.
    Il metodo di prova impiegato prevede l'estrazione delle parti in plastica morbida o dei coatings con solvente, al fine di estrarre dal campione le sostanze presenti.
    Il campione così ottenuto viene successivamente analizzato mediante analisi gascromatografica.
    L'analisi ha l'obiettivo di verificare la presenza di uno o più degli ftalati selezionati, al fine di determinare la loro presenza al di sotto dei livelli consentiti per l'utilizzo del marchio eco safe.

Sono metalli pesanti il piombo, che viene spesso usato per nei bottoni e nelle componenti in plastica, il nichel, impiegato nelle finiture dei metalli come fibbie di cinture, il cromo, spesso presente nelle pelli, il cadmio, il mercurio, l' arsenico e altri metalli che si trovano come residui delle lavorazioni industriali a cui sono sottoposti i capi di abbigliamento.
Gli effetti sulla salute possono comprendere, a seconda del tipo di metallo, effetti cancerogeni, danni al sistema nervoso, effetti allergizzanti, irritazione della pelle. Molti metalli sono inoltre potenzialmente pericolosi per l'ambiente.

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    I metalli pesanti possono essere presenti nei capi d'abbigliamento come residui dei processi di lavorazione (es colorazione).
    Questi elementi possono essere causa di numerosi effetti dannosi alla salute dei consumatori (che vanno dalle reazioni allergiche agli effetti cancerogeni) e all'ambiente.
    I consumatori, e in particolare i bambini, possono essere esposti ai metalli contenuti nei capi d'abbigliamento sia per via orale (portando alla bocca i prodotti) che per via dermale (durante il normale impiego dei vestiti).
    Date le caratteristiche di elevata tossicità di alcuni metalli e data la loro possibile presenza dovuta a numerose fonti di contaminazione, l'ottenimento del marchio eco safe è subordinato al rispetto di determinati limiti di concentrazione di questi metalli.
    Le concentrazioni vengono determinate, a seconda dei casi, sia come contenuto totale, sia come estrazione.
    La determinazione del contenuto totale è connessa ad una valutazione che tiene conto anche delle implicazioni connesse allo smaltimento del prodotto finito e, pertanto, al suo impatto sull'ambiente.
    I metodi di prova impiegati per la valutazione dei metalli pesanti si differenziano in due tipologie:
    - metodi destinati a valutare il contenuto totale di metalli pesanti
    - metodi destinati a valutare il rilascio di metalli pesanti dai materiali testati
    Nel primo caso il metodo prevede la dissoluzione del campione al fine di determinare il contento totale di metalli nella parte testata.
    Nel secondo caso, il metodo prevede l'estrazione del campione attraverso una soluzione che simula il sudore e la successiva analisi della soluzione ottenuta.
    In questo modo il metodo determina la concentrazione di metalli pesanti che possono essere estratti dal materiale in esame, durante l'utilizzo prevedibile del prodotto da parte del consumatore.

La formaldeide è un composto organico volatile utilizzato prevalentemente per la produzione di resine, che possono essere impiegate in ambito tessile per trattamenti antipiega. Viene inoltre utilizzata, essendo un potente battericida, per il trattamento dei tessuti a fini di conservazione.
La formaldeide può causare irritazioni della pelle, reazioni allergiche, ed è una sostanza di cui si sospettano effetti cancerogeni.

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    La formaldeide è una sostanza utilizzata nei capi d'abbigliamento al fine di evitare il restringimento dei capi e per i trattamenti antipiega.
    Questa sostanza, quando presente nei capi di abbigliamento, può dare luogo a reazioni allergiche da contatto.
    Date le sue caratteristiche, la sostanza è stata inclusa nei parametri verificati al fine dell'ottenimento del marchio eco safe, con limiti che variano a seconda della tipologia di prodotto.
    Il metodo di prova impiegato prevede un'estrazione in acqua (della formaldeide libera e parzialmente rilasciabile), il successivo trattamento dell'estratto e l'analisi della soluzione ottenuta tramite analisi colorimetrica L'analisi ha lo scopo di determinare la formaldeide estraibile dai materiali testati.

Una particolare attenzione è dovuta poi alle piccole parti come paillettes e strass. Al fine di simulare la trazione che il bambino, con i denti e con le dita, può applicare sulla potenziale piccola parte, i capi di abbigliamento vengono sottoposti a prova al fine di verificare la forza necessaria per rendere queste piccole parti accessibili al bambino. Nel caso in cui le piccole parti non siano afferrabili il capo viene sottoposto a un lavaggio accelerato al fine di garantire che le piccole parti non diventino prendibili dal bambino. L’analisi ha l’obbiettivo di verificare l’assenza di piccole parti accessibili in capi di abbigliamento destinati ai bambini più piccoli.

Attenzione ai lacci pericolosi.
Il rilascio del marchio eco safe è connesso ad una verifica dei capi confezionati al fine di constatare che gli articoli abbiano una corretta fabbricazione. L’analisi dei capi prevede una fase di verifica sulla costruzione e il design e una successiva eventuale fase di misurazione della lunghezza di cordoncini e coulisse. Lo scopo dell’analisi è quello di evidenziare la conformità per l’utilizzo del marchioeco safe.